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Giovedì, 23 Giugno 2022 08:42

La formazione con modelli e ambienti 3D virtuali

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Cosa sono e come utilizzare i contenuti 3D nella formazione? Quali vantaggi e benefici con questa metodologia? Trasformare i contenuti 3D in materiali formativi, per una formazione immersiva e stimolante.

In questo articolo vogliamo raccontarvi le potenzialità e i vantaggi della formazione attraverso l’utilizzo dei modelli e di ambienti 3D virtuali, in una prospettiva E-learning. Perché l’utilizzo di queste modalità visuali e immersive dovrebbe favorire e facilitare l’apprendimento?

Le ricerche mostrano come almeno il 65% delle persone circa siano Visual Learners: capiscono, apprendono e ricordano meglio le informazioni quando le vedono rispetto a quando le ascoltano solamente. Per questo l’utilizzo di grafici, presentazioni, mappe mentali, infografiche e modelli 3D aiutano e facilitano il processo di apprendimento. Inoltre, il 5% della popolazione viene categorizzato come Experiential Learners, ossia imparano facendo, sperimentando e interagendo in prima persona con le tematiche e i contenuti trattati. La terza categoria è chiamata invece Auditory Learners, ossia ricordano le informazioni anche se date solo verbalmente.

La maggior parte delle persone riesce quindi a imparare e a ricordare meglio le nuove informazioni quando le vede o interagendo con queste, rispetto ad ascoltare passivamente il formatore o il docente. È in questa prospettiva che si inserisce la formazione attraverso contenuti 3D e in ambienti 3D virtuali.

Che cosa sono i modelli 3D? E come è possibile usarli nella formazione?

I modelli 3D sono rappresentazioni tridimensionali virtuali di un oggetto. I player di questi contenuti permettono di scoprire e studiare un oggetto (o una serie di oggetti) ruotandolo, visualizzando una sua sezione specifica, analizzando il suo interno, le sue componenti e come si muovono. È possibile quindi alzare, spostare, ruotare un aereo o un robot, oppure studiare il funzionamento di una macchina industriale o di un’intera linea produttiva diventata da poco operativa in azienda.

Come trasformare questi modelli in contenuti formativi?

L’elemento che distingue la sola visualizzazione e interazione da una vera e propria esperienza formativa, è l’arricchire gli oggetti con didascalie, infografiche, video esplicativi e formativi, all’interno dell’oggetto stesso.

In questo modo le persone potranno scoprire come funziona una sezione specifica di una macchina, riprodurre un breve video-tutorial sulla sostituzione di una parte danneggiata, leggere un testo di approfondimento, vedere l’interno della macchina e come le componenti lavorano fra loro, spostando e ruotando direttamente l’oggetto in analisi. La piattaforma E-learning, oltre che gestire la visualizzazione dei contenuti 3D tramite player dedicati, deve permettere l’editing che trasforma gli oggetti in veri e propri contenuti formativi tracciati.

L’utilizzo di questi contenuti 3D favorisce l’engagement e la partecipazione attiva delle persone, grazie ad un approccio innovativo, pratico, immersivo, interattivo e divertente. Viene abilitata inoltre una formazione on-the-job, consentendo momenti di apprendimento sempre disponibili, in un ambiente di pratica virtuale simile alla realtà. Infine, i modelli 3D possono essere usati anche in fase di verifica delle competenze apprese, trasformati quindi in veri e propri test interattivi.

Dai modelli 3D agli ambienti 3D virtuali e interattivi

Allarghiamo un po’ lo sguardo: e se oltre al singolo modello 3D fosse possibile costruire e utilizzare dei veri e propri ambienti 3D virtuali in cui muoversi e con cui interagire? Google Street View è un ottimo esempio che tutti abbiamo usato almeno una volta.

In questo modo sarebbe possibile trasformare una semplice fotografia o un video-tour dell’ufficio in un percorso di Onboarding divertente e interattivo, in cui trovare informazioni sulla cultura aziendale e l’ambiente di lavoro, dove vengono presentati i colleghi e introdotte le policy normative, le azioni di welfare ed eventuali benefit. Non un’infografica o un video, ma bensì un ambiente virtuale interattivo dove spostarsi liberamente e scoprire gradualmente elementi e informazioni.

Una altro possibile campo d’applicazione è quello industriale: le planimetrie degli impianti di produzione potrebbero diventano mappe interattive che spiegano le varie aree, le funzioni e le componenti delle linee produttive. Oppure, dal modello 3D o dalla fotografia della linea produttiva, la persona potrebbe trovare una serie di informazioni per la manutenzione della macchina e la sostituzione di elementi danneggiati. Queste nuove modalità formative permetterebbero di inserire un nuovo supporto direttamente all’interno della linea produttiva, sviluppando le competenze specifiche degli addetti, minimizzando i fermi di produzione e monitorando le esigenze formative necessaria.

Un ulteriore esempio potrebbe essere quello del settore pulizie e sanificazione di ambienti, trasformando la fotografia di una stanza in un manuale interattivo: la persona potrebbe muovendosi all’interno scoprendo i prodotti corretti da utilizzare su determinate superfici, le procedure specifiche da seguire per igienizzare o pulire, le modalità di utilizzo delle macchine e molto altro.

Una nuova idea di formazione interattiva

Il cervello umano permette di processare immagini e video in maniera molto più veloce rispetto al testo: precisamente 60.000 volte più velocemente. Se pensiamo poi che le persone riescono a ricordare circa l’80% di quello che vedono (rispetto al 20% di quello che leggono) capiamo il potenziamo dei contenuti visivi, e nello specifico dei modelli 3D e gli ambienti virtuali interattivi. Infine, una ricerca pubblicata da Education World sostiene che una formazione interattiva aiuta sei volte di più le persone ad imparare.

Un ulteriore aspetto di valore di queste modalità formative è la capacità di trasmettere e condividere grandi quantità di informazioni e dati, in maniera semplice, immediata e per nulla intimidatoria.

Non deve stupire quindi che queste nuove modalità formative entreranno presto nelle metodologie comunemente utilizzate per costruire ed erogare corsi e attività formative. Le piattaforme E-learning dovranno essere quindi in grado sia di gestire i modelli 3D sia gli ambienti 3D virtuali, trasformandoli in contenuti formativi interattivi e tracciati.

 

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